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Glorian Ray: un autore nato contro corrente durante il ‘Medioevo tecnologico’

  • ”Con i miei scritti, non solo tento di divertire con originale visione, sempre realistica, e contesto tecnologico innovativo, ma esprimo una critica all’umanità attuale, quella che ho conosciuto profondamente, viaggiando, non da turista fugace. La critica è ciò che può migliorare ogni cosa: senza di essa, la società non evolve.” -Glorian-

  • ”La ricerca della qualità ed il perfezionamento sono tipici di un vero intelletto. Infelicemente, tutto ciò che viene percepito come migliore, bello, qualitativo, è estremamente raro, poiché nasce dalla selezione razionale di ciò che la natura e l’umanità consistono: grandi masse di esseri ed oggetti poco rilevanti’.’ -Glorian-

  • ”Dedicato a tutti gli animali, che, a differenza degli uomini, non si cimentano in cose delle quali si debbano poi pentire.” -Dal romanzo SPARA-A-TUTTO! IL GIOCO PIÙ PAZZO DEL MONDO-

  • ”Comunque, col tempo, anch’io mi ero abituato a guardare queste “orientali sottigliezze”, come la proporzione del fisico, la forma delle gambe fine ed affusolate od il punto vita stretto e perfettamente piatto. Stavo diventando più ricercato e complicato nel mio avanzato stato di adattamento e di evoluzione in terra asiatica.” -Ivan, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”Io sapevo soltanto che gli uomini son esseri molto fragili, sia dentro che fuori.” -Dal romanzo L’UOMO INVISIBILE-

  • ”Insomma, la mattina l’avrebbero dovuta passare in una caotica ed inquinata città per partecipare alla mostra ”l’intelligenza artificiale come sostituto del lacunoso intelletto umano” -Dal romanzo SPARA-A-TUTTO! IL GIOCO PIÙ PAZZO DEL MONDO-

  • ”Il fine settimana avevo saputo che i miei genitori sarebbero partiti per alcune isole africane in vacanza. La loro grande casa era vuota, ma sapevo anche che avrebbero, come sempre, acceso i vari sistemi di allarme durante l’assenza. Era arrivato il momento di testare me stesso sotto invisibilità, con i miei movimenti, le mie paure, i pericoli nello spostamento al buio, e, principalmente, la vera affidabilità di quella materia.” -Dal romanzo L’UOMO INVISIBILE-

  • ”Sfruttando un muro di costruzione umana potevamo difendere un fianco da eventuali aggressioni. L’altro lato era reso invisibile dal sistema tecnologico fornitoci di recente. Nessun essere terrestre avrebbe mai potuto vederci, però sapevamo bene che alcuni loro animali erano dotati di un olfatto potente. Contro questa capacità sensoriale le nostre piccole fiale erano poco efficaci, e comunque, non definitivamente testate.” -L’alieno, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”C’era un sole nel cielo di prima mattina. Alcune bellissime rondini indiane facevano acrobazie sopra l’insudiciato tetto della roulotte tedesca. Una pioggia di libellule ed insettini assortiti tempestavano i vetri anteriori, ed alcuni accecarono temporaneamente il guidatore italiano quando sporto.” -Dal romanzo SPARA-A-TUTTO! IL GIOCO PIÙ PAZZO DEL MONDO-

  • Cercavo di togliermi gli occhiali aderenti per poter, almeno, rivedere il mio sguardo impaurito. Lo feci più di due volte prima di lasciare casa. Mi ricordai anche di testare i suoni del mio corpo, ma sapevo, dentro di me, che l’invisibilità non avrebbe anche annullato il mio peso corporeo od i miei rumori naturali.” -Dal romanzo L’UOMO INVISIBILE-

  • ”Finalmente, un veicolo che sfruttava l’energia “esterna” a sé e non soltanto quella da lui sprigionata. Non più quei primitivi sistemi di combustione e reazione ancora in uso dai terrestri e da altri esseri poco sviluppati. Il concetto su cui si basava il movimento di essa era semplice come tutte le soluzioni intellettualmente superiori. Complesso era il meccanismo della sua rotazione generatrice delle forze elettromagnetiche: la cosiddetta energia “interna”. Utilizzando parole semplici si potrebbe dire che la cosmonave agisca come una trottola ad alta velocità, prima in moto uniforme e rotatorio, e dopo, una volta stabilizzato l’andamento attorno all’asse, tramite una semplice spinta laterale, capace di convergere tutte le sue forze a loro volta accelerate sull’ultimo vettore direzionale calcolato dagli elaboratori. La grande idea innovatrice è stata quella di aver reso possibile l’attrazione del corpo del veicolo da parte dei giganti campi elettromagnetici delle stelle o di altri corpi celesti. Forza di attrazione governata da noi tramite complessi calcoli in riferimento alle orbite e alle variazioni di legami gravitazionali fra tutti i componenti lo spazio circostante in movimento. Praticamente, un motore parzialmente inerziale e “culturale”; è soltanto grazie alla più completa conoscenza dei moti e dei fenomeni di tutto il cosmo che siamo riusciti a porre un cavo da traino immaginario fra i corpi celesti e la nostra minuta invenzione. Gli esseri terrestri, anche concedendo loro l’arrivo al culmine della comprensione totale dei moti galattici, non avrebbero potuto mai costruire un tale veicolo, in quanto privi dei materiali idonei a sopportare queste velocità estreme.” -L’alieno, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”Gunter, ben nascosto sopra una baracca a lato del sentiero del parco, quando passò una bella ragazza sola vestita da Poison Ivy, le lanciò una fune collegata ad una carrucola fissa, in grado di farla salire con tutto il suo peso per poi imbavagliarla. Ahimè, fu il grassone tedesco a sfondare il fragile tetto della baracca, finendo dentro il vassoio delle insalate che stavano mangiando otto fratelli di una povera famiglia. Poco dopo, sopraggiunse anche Ivy infuriata ed ancora legata al collo, che riempì di schiaffi lo sfortunato ‘mago’ fin quando questo non riuscì a sfuggirle lontano.” -Dal romanzo SPARA-A-TUTTO! IL GIOCO PIÙ PAZZO DEL MONDO-

  • ”I miei incontri con loro erano fugaci e molto essenziali nel discorso, ma anche molto chiari e diretti. Stavo comprendendo bene quello che avrebbero voluto fare quegli alieni per evolvere culturalmente, e non solo tecnologicamente, il genere umano. I terrestri erano sopraffatti dalla tecnica, e stavano perdendo le idee e la qualità degli studi, come di ogni altra cosa. Era in corso un peggioramento notevole che li stava ‘barbarizzando’ rispetto all’ultimo secolo ed ai suoi progressi intellettuali. ” -Dal romanzo L’UOMO INVISIBILE-

  • ”La piccola palla si stava avvicinando a me, poiché mi ero fermato, e dovetti fermarmi, per capire e per vedere bene cosa stesse facendo effettivamente. Rotolava ad una velocità di passo moderato; il suo suono ed i suoi lampeggiamenti mi facevano pensare ad una bomba. Quell’oggetto mi stava seguendo! Come se fosse stato telecomandato o come se avesse avuto una sua intelligenza! In vita mia non avevo mai provato tanto terrore.” -Ivan, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”I frati si alzarono immediatamente sbottando: ”Ma cara ragazza, ma che diavolo!” Con l’aggiunta di qualche volgarità ed una graduale aggressività in evoluzione, tutti si allontanarono dal tavolo per far uscire a spinte gli arditi. Emma si copriva una minima parte delle carni a fatica, mentre gli altri le facevano da scudo sul retro, prendendo calci dai frati e dai neri. Giunsero anche delle pannocchie e delle uova. Superato il cancello esterno, nessuno tentò più di percuotere il suo ‘prossimo’.” -Dal romanzo SPARA-A-TUTTO! IL GIOCO PIÙ PAZZO DEL MONDO-

  • ”Fu una delle poche volte in cui una cosa mi impressionò così fortemente, al primo sguardo. C’erano: le ville, in basso, sulle terrazze fiorite che scendevano fino alla zona piscine, posta in riva al mare, col suo azzurro scintillante; sul fianco, due o tre colline, piene di alberi verdi, senza palazzi; il Sole stava proprio passando tra le piccole cime rotonde, creando un particolare riflesso di luce color arancio, che, mano a mano, tingeva l’acqua di una tonalità diversa, surreale. Era davvero un posto incredibile! Il meglio del meglio, ad Hainan, almeno secondo la mia esperienza di assiduo viaggiatore. ” -Ivan, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”Tutte le forme viventi terrestri erano costituite di molecole di carbonio, invece, su alcuni pianeti a noi prossimi, conoscemmo anche esseri intelligenti composti di luce. La chimica che manteneva le loro funzioni era simile a quella del fuoco, ma tutto accadeva senza combustioni. Erano in grado di catturare la luce e di nutrirsene e perfino di inglobarla per accrescere la loro massa. I processi chimici dei loro elementi avevano anche sviluppato una capacità di analisi di dati ed una psiche. La loro coscienza di esseri pensanti ed avulsi da ciò che li circondava si generò rapidamente dopo che nacquero i primi individui dotati di una zona di molecole aggregatesi solo per funzioni intellettive, che nel primo stadio di evoluzione erano dei semplici sensori della temperatura e tattili, simili a quelli delle nostre apparecchiature di esplorazione spaziale annesse alla veste in uso.” -L’alieno, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”Addirittura, durante una dolce sera al falò, venne fuori il dibattito sulle guerriglie in corso fra truppe crociate occidentali e nemici islamici, in cui non si capì più nulla per tutto il restante viaggio cosa fosse davvero l’Isis. A parte quella matta di Emma che sosteneva si trattasse di una compagine armata ‘internazionale’ di cultura islamica, Gunter la considerava una organizzazione mondiale per le proprietà intellettuali (quelle che a lui mancavano), mentre Piero la collocava nella lega inglese di calcio.” -Dal romanzo SPARA-A-TUTTO! IL GIOCO PIÙ PAZZO DEL MONDO-

  • ”Stavamo sorridendo, stanchi, annebbiati dai sensi più viscerali, leggiadramente smaniosi. Ed i nostri sguardi continuavano a compenetrarsi. Quando una delle sue mani si alzò, avvicinandosi a me, la mia l’accolse, intersecandola per ciascuna delle dita. Il mio pollice cominciò a scorrere sul suo indice e poi passò al medio. Poco dopo, le mani, lasciandosi, si curvarono, cambiando il senso direzionale; il mio mignolo con l’anulare agganciarono i suoi districandosi come gli addomi di due libellule in amore. Era bellissimo. Fino alla dispersione ultima. Fino al momento in cui le nostre bocche affamate avvilupparono quelle dita, una ad una, l’un dell’altra. Un lievissimo risolino di lei ci fece ricomporre, così, la sua voce mi ritornò familiare: ”Tu mi ami…” Serissima.
  • Così anch’io: ”Perché tu mi permetti d’amarti.”
  • ”Tu mi ami.”
  • ”Noi conosciamo l’amore.”
  • Tornammo di nuovo in silenzio per pochi istanti, mentre una lacrima solitaria da uno degl’occhi di Bing Bing scese giù molto lentamente. Io non mi permisi d’indagare sul suo senso. Non la infastidii, evitandole l’imbarazzo. Lei si era voltata per metà, tanto da non concedermi d’osservare quella orfana goccia d’acqua. Ma così non fu, ed io lo sapevo. La rispettavo molto, per mille motivi. Il nostro naturale e sensuale affiatamento faceva scomparire quelle nostre differenze di nazionalità e di educazione.” -Dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

  • ”Quest’ultimo concetto ci da la misura dell’inferiorità intellettiva umana. Loro, al fine di ottenere alte velocità, la quantità e non la qualità, mettono a repentaglio la loro stessa integrità e quella dell’ambiente naturale in cui vivono. Riducono drasticamente le loro foreste, inquinano l’aria ed il suolo causando danni anche alla salute umana, soltanto al fine di ottenere un risparmio dei tempi su quello che avrebbero già potuto fare adeguatamente svariati secoli prima, sebbene più lentamente. Il loro guadagno di tempo è l’unico risultato di cui beneficiano, ma i rischi potenziali su di essi e quelli riversati sulla natura sono sempre in aumento e comporteranno la loro stessa scomparsa. Si tratta di una di quelle razze aliene, così poco dotate cerebralmente, che si autodistruggerà da sola, a causa dei suoi stessi errori: quanto peggio esiste nella competizione degli esseri pensanti. Gli umani appartengono ad una categoria di poco superiore a quella degli animali ma di troppo inferiore a quella di specie che possono davvero comprendere l’ambiente e loro stessi, e così evitare di porsi in pericolo di estinzione. Tutto quello che essi fanno ha una serie di conseguenze negative, maggiori di quelle a loro favorevoli. Nonostante ciò, loro insistono con la speranza di poter trovare una soluzione nel futuro. La limitata logica ed i loro sentimenti forti ed irrazionali li fanno pensare ottimisticamente. La speranza è un anelito, una sensazione, non un fattore verificabile del loro sistema. Ciò che agli esseri umani manca, è il tempo. Essendo, il loro sviluppo cerebrale, particolarmente lento, i danni causati a sé stessi dai loro errori saranno fatali in un momento precedente a quello della loro poco probabile comprensione di tutto il necessario per una vita efficiente, sicura e completa nelle esperienze.” -L’alieno, dal romanzo LE PARETI DEL CONFINE ESTREMO-

* Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà dell’autore. Originali depositati.

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